Utopia su lapide

scritto da Giullare della morte
Scritto 24 ore fa • Pubblicato 15 ore fa • Revisionato 11 ore fa
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Autore del testo Giullare della morte

Testo: Utopia su lapide
di Giullare della morte



Si erutta da una vulva in decompressione ed ebollizione, dopo essere stati ben rannichiati in una stanza liquida per lunghi nove mesi... A gustarci un sonno profondo, ben nutriti e protetti, sciabordando nella nicchia amniotica...

Si entra in scena con un greve piagnisteo e la prima sculacciata da parte della vita ti dà, a modo suo, il benvenuto. E tutto inizia... Subito numerologia ed alfabeto si allineano al palinsesto dettato dalla società civile; il consumismo ha fame della tua acerba e argillosa moralità.:Lino Banfi nato il 00/00/00...

Già nel giorno di nascita ci si fissa una targa identificativa sul retro dell’anima, senza nessuna assicurazione che ci assicuri il domani, neanche a volerla corrompere. Sei pronto a girare a manca e a sinistra nelle autostrade esistenziali con un libretto di circolazione ben scaduto; non sono disponibili meccanici per la revisione, solo qualche ansiolitico o psichiatra che ti dice: «Parlami di te. Di cosa ti preoccupi?» e in te rispondergli "Mi preoccupa la parcella che identifica la mia preoccupazione sulla vita ."
Sei nella roulette dei numeri e ci giri alla cieca 
come fa un proiettile  appena fabbricato e che non sa su quale cranio si andrà a sfrantumarsi.
 Intanto, nell'esaminarti con cipiglio sonnolento , ti prescrive dieci gocce al giorno per tot giorni al mese, mentre sta già scrivendo la somma sulla ricevuta di pagamento da saldare a fine seduta, dandoti un altro appuntamento e un’infinità di nuove parcelle e gocce...
È un susseguirsi di numeri che ti di dice come vivere e comportartarti come se la matematica avesse preso il posto di Dio .
Ti si abbina una religione che va di moda nella nazione in cui nasci, che ti diranno di riverire anche se è un’immensa e cazzeggiante favoletta. L’uno, come anno, diventa due, il due tre; tre anni di vita e la vita ancora ti pare misteriosa, perché il cervello non si è ancora completamente strutturato, finché non ti marchiano l’anima con un codice a barre chiamato codice fiscale che va ad appaiarsi alla tua memoria umana.

Entri in un mondo che socializza fra bestie che hanno appreso la conoscenza da qualche secolo; a capo del mandriame ci stanno i più feroci, con fauci da lupi e iene ma mascherati da angeli custodi ... La numerologia investe sulla tua carne ed ossa... ti dà vincente solo se punti tutto l’oltre di te stesso. Ti abbinano una carta d'identità, una patente, un conto bancario, contributi e soprattutto una partita IVA, che è un bancomat in mano alla sanguisuga statale che ti chiede gli interessi anche sull'ultimo respiro...

Inizi a un certo punto a far parte del welfare, del PIL, della scala mobile, e la televisione ti rendiconta meticolosamente il nulla.
La politica ti chiede di andare a votarla, apponendo su una scheda elettorale un’asettica X; una X che sa tanto di pareggio nel gergo calcistico, ma è una sempre-vittoria per chi ha imparato a campare sulla credulità popolare, mettendosi spalla a spalla con il clero...

E via come il vento nel vento, ad abbinarci lettere e numeri, numeri e lettere, come due linee parallele che viaggiano ai lati di un "Io" che sembra un acefalo astronauta che gira in tondo, ben assiso su un cavallino da giostra felliniana. Simboli su simboli come credo e filosofia, regalandoti nuove, tecnicistiche parole per burocratizzarti l’anima e non sai più immaginare una vita al di là del cerchio alfanumerico.
Ti insegnano — e, cosa peggiore, insegni — regole, leggi e dogmi; ti robotizzano il tutto e il tutto ti robotizza fino a diventare un robot rivestito di pellame.

Finché, più in là nel tempo, a chi abbia voglia di sapere su di te e della tua vita gli tocca leggere il tuo nome e cognome affiancati dalla data di nascita e morte intarsiati sulla superfice di una gelida e rettangolare lapide affissata sopra della calce fresca.
Una piccola dedica su di te che riassume tutto il tuo vivere e che sa tanto di Viva Utopia.

Utopia su lapide testo di Giullare della morte
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